prova


Non lasciare mai, che il successo ti nasconda la sua vacuità, un' impresa la sua vanità, la fatica la sua desolazione. Mantieni vivo dentro di te l' incentivo ad andare ancora più avanti, quell' inquietudine dell' anima che ci spinge al di là di noi stessi. Non guardare indietro, e non accarezzare sogni per il futuro. Ciò non verrebbe nè a restituirti il passato nè a soddisfare gli altri tuoi sogni ad occhi aperti. Il tuo dovere, la tua ricompensa, il tuo destino sono qui ora.
(Dag Hammaarskjold, Markings)
Dobbiamo accettare le delusioni che sono limitate, ma non dobbiamo mai perdere l'infinita speranza.
(Martin Luther King)
Noi non dimentichiamo e non demordiamo.
Quanno 'a furmicola vò murì, mètte è scèlle. Si dice di chi, raggiunta la ricchezza, perde ogni senso della misura e finisce per far cose illogiche e per danneggiare se stesso.
Quanno ò perucchio saglie in gloria perde à scienza e à memoria. Il villano che sale nella scala sociale dimentica subito la sua origine e coloro che lo hanno agevolato nella ascesa.

martedì 22 maggio 2018

                                  Charles Aznavour


data di nascita: giovedì 22 maggio 1924 (94 anni fa)

Charles Aznavour: Idolo della musica francese, è considerato l'ultimo grande chansonnier, noto anche come il "Frank Sinatra della Francia".


Parigino doc, Chahnourh Varinag Aznavourian, il nome completo, ha nelle vene sangue armeno, origine che difende nel corso della carriera (anche con diverse iniziative benefiche), meritandosi nel 2004 il titolo di eroe nazionale dell'Armenia.



La sua carriera artistica prende le mosse nel 1933 e nel 1946, sotto l'egida della "divina" Édith Piaf, imbocca la via del successo che, in oltre 80 anni, lo porta a vendere oltre 300 milioni di dischi in tutto il pianeta. Autore di più di 900 canzoni e capace di cantare in sette lingue, dopo il francese l'italiano è quella a lui più congeniale, legata a cavalli di battaglia come "E io fra di voi", "Com'è triste Venezia" e "L'istrione".



Insignito della Legion d'Onore, vanta anche una lunga esperienza di attore con oltre 60 pellicole, a partire dall'esordio in "Tirate sul pianista" (1960) di Truffaut. Liza Minnelli, Celine Dion e Massimo Ranieri sono alcuni dei grandi artisti che hanno reinterpretato i suoi successi. Nel 2015, a novant'anni, pubblica il cinquantunesimo album, "Encores".


Santa Maria Capua Vetere, lì 22 Maggio 2018


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                                      Alessandro Manzoni


data di nascita: lunedì 7 marzo 1785 (233 anni fa)
data morte: giovedì 22 maggio 1873 (145 anni fa)


Alessandro Manzoni: Nel pantheon degli scrittori che hanno costruito l'identità culturale, e non solo, dell'Italia, con I promessi sposi gettò le basi dell'italiano moderno.


Nato a Milano (forse da una relazione extraconiugale tra Giulia Beccaria e Giovanni Verri e riconosciuto dal marito di lei, Pietro Manzoni), visse gli anni dell'adolescenza in collegio, per poi trasferirsi a Milano e a Parigi (dalla madre che viveva con il compagno Carlo Imbonati - a cui Manzoni dedicò il carme "In morte di Carlo Imbonati"). 



Ritornato a Milano, sposò Enrichetta Blondel con rito calvinista e nel 1810 abbracciò la fede cattolica. Tra il 1812 ed il 1816 Manzoni compose gli "Inni Sacri" e la prima tragedia, Il conte di Carmagnola, in cui manifestò una matura adesione al realismo romantico in contrapposizione ai canoni classici.



Letture come l'Ivanhoe di Walter Scott e l'Historia patriae di Giuseppe Ripamonti gli ispirarono l'idea di un romanzo storico, in cui trasporre i propri valori civili e religiosi e veicolare la sua battaglia contro la dominazione straniera in Italia. Nacque così Fermo e Lucia che in una seconda versione rivista venne pubblicato nel 1827 con il titolo "I promessi sposi".



Ricordato anche per l'ode Cinque Maggio e la tragedia "Adelchi", per la fama di scrittore ed il suo rigore morale, nel 1860 venne nominato Senatore del Regno. Membro della Commissione per l'unificazione della lingua, i cui lavori riportò nella relazione "Dell'unità della lingua e dei mezzi per diffonderla", morì a Milano nel maggio del 1873.


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                                      Victor Hugo


data di nascita: venerdì 26 febbraio 1802 (216 anni fa)
data morte: venerdì 22 maggio 1885 (133 anni fa)


Victor Hugo: Tra i maggiori autori della letteratura europea, con i suoi romanzi si fece interprete delle voci degli umili e dei diseredati, battendosi per una società più giusta anche sul piano politico.


Nato a Besançon, nell'ovest della Francia, e morto a Parigi nel maggio del 1885, dopo gli esordi letterari con "Le odi" e la fondazione di un foglio "Il conservatore letterario", sposò le teorie del romanticismo, propugnandole per primo in Francia con il dramma storico "Cromwell" (1827), considerato un manifesto del romanticismo francese. 



Convinto socialista sul piano politico, sostenne le proprie idee come deputato dell'Assemblea Costituente, scontrandosi con la politica intollerante di Napoleone III, che lo condannò all'esilio. Durante questo periodo giunse a maturazione la sua visione di romanzo storico, già anticipata in "Notre-Dame de Paris" del 1831, con il capolavoro I miserabili, tra le opere più rappresentative dell'Ottocento.



Artista a tutto tondo, si dedicò al teatro, alla saggistica, agli aforismi e alla pittura, quest'ultima molto apprezzata dal poeta Baudelaire.


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domenica 20 maggio 2018

   

                                             LA PAZIENZA: L'ARTE DI ASPETTARE

La pazienza non può essere considerata uno dei punti di forza della società odierna. Essere impazienti porta soltanto sofferenza e insoddisfazioni. L’impazienza ci impedisce di goderci il presente, a causa dei pensieri sempre fissi sul futuro. E quando quel futuro arriva, raramente ci soddisfa: riusciamo a concentrarci solo su ciò che verrà dopo.
La pazienza è una qualità necessaria per poter vivere nel qui ed ora, godendo appieno del momento presente, vivendolo, sentendolo e prendendone consapevolezza. Per questo motivo, è necessario dare più forza agli atteggiamenti che ci permettono di concentrarci nel momento presente.
La frase “il tempo è denaro” suggerisce che non c’è tempo da perdere. Sembra che siamo stati programmati per fare e fare, senza poterci mai fermare, per non perdere tempo né soldi. Tutto ciò ci costringe a vivere a ritmi frenetici, mettendo a repentaglio la nostra salute.
Questa dinamica ci sta lentamente portando verso l’autodistruzione, perché il ritmo e il tempo della vita non possono essere accelerati. Anche se desidereremmo andare più in fretta, ogni cosa ha il suo ritmo: si corre il rischio di vivere nella sofferenza e nella frustrazione a causa di ciò che non abbiamo raggiunto, piuttosto che goderci ciò che è alla nostra portata di mano.
Non sappiamo aspettare, ci hanno insegnato a correre, a vivere sotto stress e inseguiti dall’ incubo delle scadenze. Ci manca quindi il tempo di fermarci a meditare sulle decisioni da prendere, sui risultati attesi, e vogliamo che tutto passi in fretta anche se ciò significa sbagliare o lasciarsi scappare le grandi opportunità della vita.

              La Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta risale ai tempi di Carlo di Borbone re di Napoli e di Sicilia dal 1735 al 1759.
Salito al trono, Carlo di Borbone si apprestò a riorganizzare il regno sia sotto il profilo militare-amministrativo sia sotto quello culturale. A questo scopo volle realizzare una fastosa reggia che avesse l’eleganza e lo splendore della Reggia di Versailles, simbolo dell’ideale di vita grandiosa del Re SoleLuigi XIV.

La reggia doveva avere l’aspetto di un palazzo moderno che celebrasse i fasti dei Borbone, che elevasse il Regno di Napoli e di Sicilia allo stesso rango degli altri europei e che diventasse il centro amministrativo della nuova capitale del regno, Caserta.
Per realizzare il grandioso progetto fu chiamato un architetto e ingegnere all’epoca assai stimato: Luigi Vanvitelli (1700-1773), figlio del celebre vedutista di origine olandese Gaspard van Wittel.
Per l’edificio principale Luigi Vanvitelli progetta un corpo di fabbrica rettangolare, lungo 247 metri sui lati maggiori e 184 su quelli minori, con quattro cortili interni immaginati come piazze d’armi (gli immensi spazi all’aperto utilizzati per le adunanze militari). I quattro cortili sono definiti da due bracci perpendicolari. Il suo impianto è dunque semplice e rigoroso, basato su norme razionali. Allo stesso tempo, la facciata ha andamento uniforme, appena rotto da sporgenze al suo centro e ai lati.
E se all’ esterno la residenza ha un’eleganza contenuta, all’ interno si mostra sfarzosa: il vestibolo centrale, l’immenso scalone d’onore, le milleduecento stanze, distribuite su tre piani, moltiplicano le vedute prospettiche in uno straordinario gioco di rimandi.
Attorno alla Reggia di Caserta si estende un parco di oltre 120 ettari: qui, fra boschetti, fontane e giochi d’acqua, sbucano ovunque statue di eroi e divinità della mitologia classica, che spesso alludono alla passione per la caccia dei regnanti.
Una curiosità: Luigi Vanvitelli è anche l’autore del progetto per l’Acquedotto Carolino (iniziato nel 1753), che nasce per alimentare le fontane della Reggia di Caserta e per il rifornimento idrico di Napoli.
Il 20 gennaio 1752 furono avviati  i lavori, ma, a causa del trasferimento di Carlo sul trono di Spagna (1759) e della morte di Luigi Vanvitelli (1773), la Reggia di Caserta fu completata solo nel 1847.
Santa Maria Capua Vetere, lì 20 Maggio 2018
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Levi Strauss e Jacob Davis brevettano i blue jeans


martedì 20 maggio 1873 (145 anni fa)


Levi Strauss e Jacob Davis brevettano i blue jeans: Fedeli compagni di viaggio nella vita, i jeans non conoscono distinzioni di età e di circostanze. Classici o scambiati, strappati o bucherellati, stretti o a zampa d'elefante, con i bottoni o con la zip, non tramontano mai, resistendo a tutte le mode. Nella storia dei pantaloni più amati in assoluto, c'è l'incontro della tradizione tessile italiana e il senso d'avventura dei pionieri del West America.


Nella seconda metà dell'Ottocento s'intensificò maggiormente l'immigrazione dalla vecchia Europa verso gli Stati Uniti d'America, soprattutto per l'inizio di quel fenomeno che va sotto il nome di Corsa all'oro e che trovò nella California il suo principale teatro. Un destino cui andò incontro la famiglia Strauss, ebrei di origine bavarese, che con i due figli maggiori gestiva una merceria a New York. 


Il terzogenito Loeb, dopo aver cambiato il suo nome nel più familiare Levi, preferì andare a lavorare nel ranch di uno zio in Kentucky. Qui cominciò a farsi un'idea dei limiti dell'abbigliamento utilizzato nei lavori manuali, che decise di portare avanti come occasione imprenditoriale facendosi anch'egli catturare dai richiami delle miniere d'oro della California. Più che il metallo prezioso, gli interessavano le esigenze dei minatori, in termini di indumenti adatti al loro specifico lavoro.


Fu così che nel 1866 fondò la Levi Strauss & Co. e aprì, in Battery Street, una rivendita di stoffe, abiti e stivali da lavoro (oggi sede legale della compagnia), cui affiancò l'attività di ambulante presso le miniere, dove vendeva tra gli altri un particolare indumento, noto più tardi con il nome di salopette. Per questo e gli altri pantaloni utilizzava la de Nîmes, pesante stoffa di colore blu che prende nome da una città di tessitori della Provenza, successivamente ribattezzata "denim".


Un tessuto simile veniva prodotto in Italia e adoperato per i pantaloni dei marinai genovesi, chiamati per questo "jeans" (da Jeane, termine inglese che indica la città di Genova). Con quest'ultimo nome iniziò nel 1870 una produzione in serie di pantaloni da lavoro, affidandosi a una rete di cucitrici. Presto si rese conto dell'estrema fragilità dei suoi capi, che cedevano specie all'altezza delle tasche. 


Uno di questi modelli finì per caso tra le mani di Jacob Davis, un sarto di origini lettoni, che si trovò a doverli riparare per un signore di considerevole stazza. Gli venne l'intuizione di rinforzarli con piccoli rivetti (giunti di metallo), aggiunti all'attaccatura delle tasche e in altri punti critici, constatando che in questo modo il pantalone diventava più resistente. Informò Strauss tramite lettera della sua preziosa modifica, esortandolo a proteggere l'invenzione con una richiesta di brevetto e promettendogli la metà dei diritti.


L'altro accettò e il 20 maggio del 1873 si videro riconosciuto il brevetto n° 139.121, assegnato al modello jeans "XX", che presentava la doppia cucitura sulle tasche (detta "The Arcuate") e l'etichetta di cuoio sul retro, a destra. Il logo Levi's cominciò ad apparire dal 1886, quando si passò alla produzione su scala industriale, con l'apertura delle prime due fabbriche in California. Quattro anni dopo debuttò lo storico modello 501, dove la cifra indicava il numero della partita dei nuovi pantaloni.


Negli anni Venti del XX secolo, il brevetto scadde spianando la strada ad altri produttori in tessuto denim, che contribuirono ad accrescere la popolarità dell'indumento. Nei decenni a seguire, la sua comparsa sul grande schermo, e in seguito nella pubblicità televisiva, lo rese un simbolo delle generazioni moderne e della moda made in USA ispirata ai cowboy del West, fino a diventare un capo d'abbigliamento evergreen.

Santa Maria Capua Vetere, Lì 20 Maggio 2018

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                        Fondata Legambiente


martedì 20 maggio 1980 (38 anni fa)

Fondata Legambiente: Nel pieno della battaglia "antinucleare", l'ambientalismo italiano trovò nuova linfa sotto l'insegna del cigno verde. Fu il simbolo scelto da un gruppo di giovani ecologisti e scienziati, che il 20 maggio si riunirono nella Lega per l'ambiente, più tardi ribattezzata "Legambiente".


Caratterizzata dal fondamento scientifico di ogni protesta, dall'inquinamento all'utilizzo degli OGM in agricoltura, l'associazione ha ottenuto negli anni fondamentali conquiste, su tutte il referendum antinucleare del 1987 e l'attività di monitoraggio delle coste italiane con l'iniziativa Goletta verde.


Tra i suoi meriti anche l'aver introdotto nel linguaggio ambientalista termini come "ecomafie", riferito agli affari illeciti della criminalità organizzata in particolare nello smaltimento illecito dei rifiuti, ed "ecomostri", per indicare gli scempi edilizi che deturpano le coste marine e il paesaggio in generale.


Presieduta da Stefano Ciafani, è attualmente l'organizzazione ambientalista più diffusa sul territorio italiano, con oltre 115mila tra soci e sostenitori.

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sabato 19 maggio 2018

   Napoli secondo Benedetto Croce


Esposti a Napoli gli autografi che compongono «Storie e leggende napoletane» di Benedetto Croce: una serie di splendidi documenti che costituiscono una guida sentimentale (e filosofica) della città.
«Quando levandomi dal tavolino, mi affaccio al balcone della mia stanza da studio, l’occhio scorre sulle vetuste fabbriche che l’una incontro all’altra sorgono all’incrocio della via della Trinità Maggiore con quelle di San Sebastiano e Santa Chiara… A me giova, all’ombra degli alti tetti e tra le angustie delle vecchie vie, riparare nella più vasta ombra delle memorie…». Così si apre Storie e leggende napoletane di Benedetto Croce, il volume pubblicato per la prima volta nel 1919 con Laterza e in cui raccoglie, con la dedica all’archivista e studioso Bartolomeo Capasso, una serie di scritti, soprattutto giovanili, su Napoli, sulla sua anima colta e popolare, sui suoi palazzi e le sue chiese, sulle strade dove si respira ancora la storia di un’antica civiltà. «Perché – spiega il filosofo nell’avvertenza – il legame sentimentale con il passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile e soprattutto assai ingentilisce gli animi». Gli “autografi” di quello che Giuseppe Galasso, curatore dell’edizione del 1999 per Adelphi, definisce un «incantevole libro, che ci aiuta come pochi a capire Napoli e le sue disparate vicende», sono conservati alla Biblioteca nazionale.
Ed è dalla loro esposizione che parte il progetto, sicuramente tra i più interessanti dell’ampio pacchetto del Forum delle Culture, della scoperta di Napoli vista con gli occhi di Croce: una mostra, appunto, questa alla Nazionale, dove, tra l’altro, si possono ammirare anche rare carte geografiche, splendidi disegni acquerellati, antichi testi a stampa, pregiate xilografie, incisioni e litografie; e una serie di itinerari che condurranno il visitatore in una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio alla ricerca di volti, parole, suggestioni e luoghi della città che l’intellettuale abruzzese, «il pensatore che cammina», amava intensamente. Lo ricorda la nipote, Marta Herling, segretario generale dell’Istituto italiano di studi storici, fondato da Croce nel 1946, che con l’Accademia Pontiana, la Società di scienze, lettere e arti, l’Istituto italiano per gli studi storici, la Società napoletana di Storia patria e la Fondazione Premio Napoli, ha dato vita a questo singolare Maggio dei monumenti: conferenze, letture, incontri, visite guidate teatralizzate: un nutrito programma che, già dal suo via il 1 maggio, ha richiamato un folto pubblico e che punta tutto su di un’identità culturale spesso messa in discussione da cronache di degrado e di violenza.
Spenti i riflettori sulla kermesse, il «diario di Croce» può diventare lo spunto per un tour fai da te sulle tracce sbiadite della “Napoli nobilissima”. Come punto di partenza l’osservatorio privilegiato di palazzo Filomarino, che il senatore aveva acquistato per abitare la casa dove aveva trascorso la vita Giambattista Vico. Siamo a Spaccanapoli, il cuore antico della Neapolis greca e dei decumani. «Mi pare quasi di toccare il campanile di Santa Chiara», scrive il senatore-letterato che, da subito, innesta, nella descrizione dell’area segnata dalla devozione degli angioini per il Poverello d’Assisi, le storie dell’amore non corrisposto della dolce regina Sancia di Maiorca, che trovò conforto tra le mura claustrali del monastero fondato col marito Roberto d’Angiò, e quella di Giulia Gonzaga, che dimorò nel vicino e più modesto San Francesco delle Monache, facendone un centro spirituale, considerato eretico dall’Inquisizione.
Le figure femminili sono al centro dell’indagine crociana. Sembra quasi ispirata agli amori di Paolo e Francesca, il dramma che si svolge nel sedile Capuana: Caterina-Tirinella Capece, sposa quindicenne di un vecchio vedovo, si innamora, ricambiata, del veneziano Alvise Dandolo; i figliastri li scoprono e li trucidano.  Ci spostiamo tra il duomo e il porto. Nel fondaco del Malpertugio svolge i suoi affari madonna Flora, la Fiordaliso di Boccaccio che menò per il naso Andreuccio da Perugia. Procediamo verso il Maschio Angioino. Tutt’altro tipo di “cortigiana” è Lucrezia D’Alagno, favorita di Alfonso d’Aragona, con il quale, secondo le testimonianze dell’epoca, ci sarebbe stata solo una liaison platonica, giacché la patrizia di origini amalfitane, puntava soprattutto alla corona e usò tutte le sue arti – perfino con papa Callisto III Borgia – per far ottenere, inutilmente, l’annullamento delle nozze del reale amante con Maria di Castiglia. La sua bellezza è scolpita bell’arco trionfale di Castel Nuovo, novella Partenope a guida di un re che, con quell’opera, voleva testimoniare l’avvento della sua dinastia.
Restando in Casa d’Aragona, siamo sul finire del Quattrocento, ecco la sventurata Isabella del Balzo, coivolta con il marito Federico tra ribellioni e guerre. Perderà il marito e due figli, l’erede al trono Ferrando condotto prigioniero in Spagna. Il ricordo di «quelli re nostri poveri» è affidato a Iacopo Sannazzaro. Nella villa sul declivio di Posillipo, la sua poesia «era un perpetuo spettacolo di campagna e mare». Qui volle edificare una doppia chiesa, dedicata alla Madonna del Parto, a san Nazario. Qui c’è la sua tomba e, tra gli arredi, il dipinto di San Michele Arcangelo, battezzato dal popolino «Il diavolo di Mergellina». Già, perché il dragone ha il volto bellissimo di Vittoria d’Avalos che tentò di sedurre il cardinale Diomede Carafa. Dall’altro capo di spiaggia c’è Chiaia, di cui Croce ricorda lo scoglio di “messer Leonardo” dove ragazzi e ragazze mangiavano frutti di mare e facevano l’amore. Una “piaggia” sparita per la grandeur di Ferdinando IV di Borbone che affidò l’incarico a Carlo Vanvitelli di costruire un “real passeggio”, la “Tuglieria” napoletana, con la Villa delle delizie, dove, sulla fontana maggiore troneggiava il gruppo originale del Toro Farnese (oggi al Museo archeologico nazionale).
Passato e presente, luoghi cancellati da trasformazioni urbane, come l’isolotto di Nisida, che prende il nome dalla ninfa amata da Giove e Posillipo. È per Croce il simbolo della Napoli perduta, lo stimolo a recuperare «con amorosa sollecitudine i più piccoli rimasugli di leggende popolari». Ecco Niccolò Pesce capace di intrattenersi per giorni immerso nelle acque, scolpito in un bassorilievo di fronte a Mezzocannone. Ecco la lussuriosa Giovanna, che ammazzava mariti e amanti di una notte. Ma quale delle due regine di casa d’Angiò: la nipote di re Roberto o la sorella di re Ladislao? Confuse nella storiografia e nei racconti popolari. La sua dimora, su uno scoglio di Posillipo, è abitata da spettri. Si vuole che si tratti di palazzo Donn’Anna, residenza della duchessa Anna Carafa che, folle di gelosia, avrebbe fatto avvelenare la nipote Mercedes. Ancora una sovrapposizione di donne sanguinarie, ancora una storia di amori maledetti che sollecita la curiosità di noi erranti nella Napoli dei misteri.
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  Palazzo Melzi in Santa Maria Capua Vetere (CE)


IL Palazzo Camillo Melzi, abbreviato in Palazzo Melzi, è uno storico palazzo di Santa Maria Capua Vetere. Negli anni è stato sede della curia capuana, municipio, tribunale e in ultimo sede universitaria dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Il palazzo è situato a fianco della Basilica di Santa Maria Maggiore.
IL palazzo fu edificato tra gli anni 1630 e il 1636 su volere del cardinale Camillo Melzi, allora arcivescovo di Capua, per ospitare il Palazzo della Mensa Arcivescovile. L'edificio fu poi ampliato ed abbellito dall'arcivescovo Giovanni Antonio Melzi tra il 1661 il 1687.
Nel 1734, nel corso della guerra di successione polacca, al sopraggiungere delle truppe spagnole, l'arcivescovo Mondillo Orsini si trasferì nel palazzo Melzi. Con la dominazione francese di Giuseppe Bonaparte del 1806, il palazzo fu adibito a sede del Tribunale che ospitò, fino al 1862, anche il Municipio. Nel 1898 furono ospitati anche l'Ufficio Postale e l'Ufficio del Registro. Nel 1987, il Tribunale si trasferì nel nuovo edificio e ritornarono per poco tempo gli uffici del Municipio.
Infine nel 1992 trovò sistemazione la facoltà universitaria di giurisprudenza della Seconda Università degli studi di Napoli, ancora oggi ivi sita grazie ad una opera di restauro tra il 2002 ed il 2006. Sulla facciata esterna è stata mantenuta l'iscrizione “Palazzo di Giustizia”, in memoria della sua vecchia funzione; nell'attuale aula magna invece rimane la grande statua del re Vittorio Emanuele II.

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          Napoleone istituisce la Legion d'onore


mercoledì 19 maggio 1802 (216 anni fa)


Napoleone istituisce la Legion d'onore: È la più alta onorificenza della Repubblica francese concessa a coloro ai quali, siano essi francesi o stranieri, vengono riconosciuti particolari meriti in un campo specifico, da quello civile a quello culturale, dallo sport all'imprenditoria.


Accompagnata dal motto «Honneur et Patrie» ("onore e patria"), la Légion d'Honneur venne istituita da Napoleone Bonaparte, il 19 maggio 1802, in luogo dei vecchi ordini cavallereschi aboliti con la Rivoluzione francese del 1789. Caratterizzata da un asterisco maltese a cinque raggi (in oro o in argento), intervallati da foglie di alloro e quercia, si suddivide, oltre a quella di Gran Maestro (riservata al Presidente della Repubblica francese), in cinque categorie: Gran Croce; Grand’Ufficiale; Commendatore; Ufficiale e Cavaliere.



Sede ufficiale della "Legion d'onore" è l'Hotel de Salm (o "Palais de la Légion d'honneur") di Parigi, che ospita anche un interessante museo che ripercorre la storia secolare dell'onorificenza.


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Caino e Abele

Da Baudelaire "I fiori del male" la poesia "Caino e Abele"

Dioscuro...

Abbiamo parlato più volte dei "Fiori del Male" di Baudelaire, ma ci sono dei versi che hanno sempre attirato la mia attenzione, sono le razze di Caino e Abele.
Sono metafore delle tipologie di umanità che adottano rispettivamente modi di esistere opposti.
Chi vive nella religione e nella prosperità, appagato dall'appoggio della divinità e della sua coscienza, contro chi vive l'umanità nella sua essenza più carnale, asseconda i suoi istinti e ne è condannato. Contadini contro cacciatori, santità contro umanità, ricchezza contro povertà, beatitudine contro dannazione.
Si parla di razze, quindi non c'è scelta. Voi siete più Caino o Abele? :)

Caino e Abele

Razza d'Abele, dormi, bevi e mangia:
con che compiacimento ti sorride Dio!

Razza di Caino, striscia
nel fango e muori miserabile!

Razza d'Abele, il tuo sacrificio
accarezza il naso ai Serafini!

Razza di Caino, il tuo supplizio
potra mai avere fine?

Razza d'Abele, guarda prosperare
II tuo bestiame e le tue semine!

Razza di Caino, le tue viscere
urlano di fame come un vecchio cane!

Razza d'Abele, scaldati il ventre
al focolare patriarcale!

Razza di Caino, trema di freddo
nel tuo antro, povero sciacallo!

Razza d'Abele, ama e prolifica!
Anche il tuo oro si moltiplica!

Razza di Caino, guardati
dalle grandi brame, cuore ardito!

Razza d’Abele, tu cresci e ti pasci
come le cimici dei boschi!

Razza di Caino, trascina per le strade
la tua famiglia disperata!

Razza d'Abele, la tua carogna
ingrasserà la fumante terra!

Razza di Caino, il tuo compito
non è ancora finito!

Razza d'Abele, vergognati!
II ferro e vinto dallo spiedo!

Razza di Caino, sali al cielo
e scaraventa sulla terra Dio!

C. Baudelaire
Le Fleurs du Mal

Johnny:
Io sono molto più Abele, mi hanno già ucciso diverse volte....

Goethe:
Io sono Abele con Caino.
E sono Caino con Abele.

Intelligenti Pauca

CITAZIONE DI SAN FRANCESCO DI SALES

PAROLE DI SAN FRANCESCO DI SALES PER I FALSI FARISEI DI ALCUNE PARROCCHIE DELLA DIOCESI DI CAPUA

“NON ACCONTENTARTI DI ESSERE POVERO COME I POVERI, MA SII PIU’ POVERO DEI POVERI, VA A SERVIRLI QUANDO GIACCIONO A LETTO INFERMI E DEVI SERVIRLI CON LE TUE PROPRIE MANI.

QUESTA SERVITU’ E PIU’ GLORIOSA DI UN REGNO”.

CITAZIONE DEL GIORNO

MA COME CALZA BENE PER QUESTA CITTA'!
PROBABILMENTE AVEVA SOGGIORNATO PER UN PERIODO DI TEMPO A S MARIA…


cavalli

cavalli

BIAGIO MARIA DI MURO

RISPONDIAMO AL NUOVO CITTADINO C.DV.CHE DA QUALCHE MESE SI E’ TRASFERITO DAL LAZIO IN CAMPANIA E PRECISAMENTE A S.MARIA CAPUA VETERE IN VIA GALATINA CHE CI HA CHIESTO CHI ERA IL SINDACO DELLA CITTA’.

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO MARIA DI MURO

BIAGIO DI MURO

TI RIMETTO LA FOTO DI BIAGIO DI MURO E UNA PARTE DEL SUO CURRICULUM VITAE

BIAGIO DI MURO SI E’ LAUREATO, IL 30/10/1995, CON 110 E LODE IN ARCHITETTURA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI, CON UNA TESI SPERIMENTALE IN SCIENZE DELLE COSTRUZIONI ED E’ ISCRITTO ALL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI CASERTA AL N. 872.

SVOLGE UNICAMENTE LA LIBERA PROFESSIONE ED HA LO STUDIO IN S.MARIA C.V., AL CORSO ALDO MORO N.73

E’ABILITATO AL COORDINAMENTO DI SICUREZZA – D.LGS.494/96 – CON ATTESTATO DI CORSO RILASCIATO DALL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II, A CURA DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCHE L.U.P.T. DAL 24 NOVEMBRE 1997.

HA PARTECIPATO AL GRUPPO DI RICERCHE SUL TEMA “STABILITA’ DELLE TORRI IN MURATURA” ORGANIZZATO DALL’ISTITUTO DI “COSTRUZIONE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA” – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI, FEDERICO II.

E’ COLLABORATORE DELLA III AREA DI RICERCA “PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI” L.U.P.T. – LABORATORIO DI URBANISTICA E PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI, FACOLTA’ DI ARCHITETTURA.

E’ MEMBRO DELL’AREA DI RICERCA “PROGETTAZIONE URBANA, AMBIENTALE E DEL RECUPERO E VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI, ARCHITETTONICI, ARCHEOLOGICI E PAESAGGISTICI” DEL CENTRO DI RICERCA L.U.P.T. DELL’UNIVERSITA’ FEDERICO II DI NAPOLI FACOLTA’ DI ARCHITETTURA – DIRETTORE PROF. FRANCO MARINIELLO.

HA SEMPRE AVUTO UN FORTE LEGAME CON LA POLITICA ATTIVA, ESSENDO FIGLIO DI NICOLA DI MURO, IL QUALE FIN DAL 1956 E’ ESPRESSIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA, PRIMA A LIVELLO COMUNALE I POI OLTRE AI CONFINI CITTADINI, FINO A DIVENTARE UOMO DI RIFERIMENTO DEL PARTITO AI PIU’ ALTI LIVELLI.

BIAGIO MARIA DI MURO FIN DALL’ADOLESCENZA HA POTUTO ASSORBIRE TUTTA L’ESPERIENZA POLITICA ED AMMINISTRATIVA, AVENDO AVUTO MODO DI FREQUENTARE ASSIDUAMENTE IL PARTITO.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE ELETTORALE AMMINISTRATIVA DEL 2002, CANDIDATO CON FORZA ITALIA, RIPORTANDO CIRCA 1000 VOTI DI PREFERENZE CONTRIBUENDO IN MODO DETERMINANTE DA FAR DIVENTARE FORZA ITALIA IL PRIMO PARTITO IN CITTA’.

DOPO NEL 2007 ASSUME LA CARICA DI VICE SINDACO, MA DOPO QUALCHE MESE NON ESITA A LASCIARE IL PRESTIGIOSO INCARICO QUANDO SI ACCORGE CHE CON LA DEFENESTRAZIONE DELL’ASSESSORE MARCIANO SCHETTINO VENIVANO TRADITI GLI IMPEGNI E LE PROMESSE SOTTOSCRITTE NEL PROGRAMMA ELETTORALE PRESENTATO AGLI ELETTORI.

DAL 2011 AL 2015 E’ STATO SINDACO DELLA CITTA’ DI S.MARIA CAPUA VETERE.

CAF

SERVIZIO CAF PRESSO LA NOSTRA SEDE IN C.SO ALDO MORO N.73 AVETE A DISPOSIZIONE UNA SERIE DI SERVIZI UTILI:

1. MODELLO ISEE

2. MODELLO ISEEU

3. BONUS E RIDUZIONE CANONE

4. TELECOM, GAS, ENERGIA, ACQUA

5. MODELLO RED

6. MODELLO 730

7. MODELLO 740

8. MODELLO ICI

9. ASSEGNI PER NUCLEO FAMILIARE

10. ASSEGNI DI MATERNITA’

11. MODELLO UNICO

12. ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS

13. SOCIAL CARD

14. SUCCESSIONI

15. TRASMISSIONE TELEMATICA

16. CONTRATTI DI AFFITTO

17. MODELLO EAS



SERVIZI PROFESSIONALI:

1) CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE

2) CONSULENZA FINANZIARIA

3) CONSULENZA AZIENDALE

4) PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

5) PRATICHE CATASTALI

6) ESECUZIONI E LAVORI CHIAVI IN MANO



SERVIZIO PATRONATO:

1. INVALIDITA’ CIVILE

2. ACCOMPAGNAMENTO

3. PENSIONI INPS – INPDAP

4. INFORTUNI SUL LAVORO

5. DISOCCUPAZIONE

6. RECUPERO CONTRIBUTI

7. MEDICINA LEGALE

8. LAVORO

9. FAMIGLIA

10. COLF E BADANTI

11. PRESTAZIONI ASSISTENZIALI

12. PREVIDENZA COMPLEMENTARE

13. IMMIGRAZIONE

STUDIO TECNICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, PRATICHE CATASTALI ED URBANISTICHE, ARCHITETTURA PER INTERNI




ascolta la riscossa della città

CANZONE DI ANTOINE: QUALUNQUE COSA FAI TI TIRANO LE PIETRE.....

FINALMENTE!!

FINALMENTE!!
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Studio Legale

LAVORI PUBBLICI

PUBBLICHIAMO LE FOTO DELLE OPERE PUBBLICHE PER LE QUALI INIZIERANNO PRESTO I LAVORI .SALVO RITARDI DOVUTI ALLA SCELLERATA AZIONE DI SFIDUCIA CHE COMPORTERA' AUMENTO DI COSTI E PERDITE DI FINANZIAMENTI

RECUPERO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELL' EDIFICIO DELLE SCUOLE ELEMENTARI "PRINCIPE DI PIEMONTE"

IMPORTO FINANZIAMENTO

euro 2.330.ooo,oo

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

SCUOLA PRINCIPE DI PIEMONTE

LAVORI PUBBLICI

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RISTRUTTURAZIONE E AMMODERNAMENTO DEL PLESSO SCOLASTICO RIONE IACP

IMPORTO FINANZIAMENTO

EURO 700.000,00

IACP

IACP

lavori pubblici

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RIFACIMENTO PIAZZA SAN PIETRO

IMPORTO FINANZIATO:

euro 150.000,00

piazza San Pietro

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lavori pubblici

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PROGRAMMA DI RECUPERO URBANO COMPARTO C1 NORD OVEST – RIONE IACP

IMPORTO INTERVENTO:

euro 1.502.373,12

IACP

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lavori pubblici

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REALIZZAZIONE DI UN CAMPO SPORTIVO POLIVALENTE COPERTO IN VIA GIOTTO – RIONE IACP

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO :

euro 512.000

iacp

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arco adriano

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RESTAURO CONSERVATIVO DELL’ARCO ADRIANO. SISTEMAZIONE DEL TRATTO DI VIA APPIA TRA ANFITEATRO ED ARCO ADRIANO

RICHIESTA FINANZIAMENTO

Euro 2.470.698,58

arco adriano

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villetta l.sturzo

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PROGETTO PER LA VILLETTA TEMPO LIBERO ALLA VIA L. STURZO

RICHIESTA DI FINANZIAMENTO:

euro 127.000,00

villetta l. sturzo

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asilo nido

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PROGETTO DI ASILI NIDO PER BAMBINI DA 0 A 36 MESI IN VIA ALBANA 107

TOTALE DEL FINANZIAMENTO:

euro 699.438,18

asilo nido

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PERDONA LORO......

Padre perdona loro! Perché li hai accecati? Perché hai tolto loro la memoria? Forse perché non credono più in Te? Padre perdonali! Tu sei un Dio buono: essi non sanno quello che fanno.... Non ricordano quando Tu mandasti loro la manna dal cielo e tutti sopravvissero e trovarono la terra promessa. Oggi li vuoi punire perché hanno troppo peccato? È per questo che la nuova manna tarda ad arrivare? Se sono ancora scettici e sono ancora cristiani se lo facessero spiegare dal loro parroco. Se poi sono degli assatanati, arrabbiati, solo perché credono di essere degli unti dal Signore, e solo perché sono stati abituati a credere di essere dei privilegiati, dimenticando i comandamenti che Dio diede a Mosè, allora fanno bene a pregare il vitello d'oro. E fanno bene a servire il vitello casalese sempre presente e che è stato causa del saccheggio sammaritamo e della chiusura delle industrie e la conseguente fine del lavoro, del commercio e delle possibilità di dare da bere agli assetati. Ma Tu Signore, nella Tua Infinita Bontà, Perdonali.....

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE

NON CI SIAMO LIBERATI DI TUTTI MA RESTERANNO ALL'OPPOSIZIONE